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Ritrovamenti particolari

Questa sezione è dedicata ai ritrovamenti importanti e particolari che ci sono capitati, perchè spesso le ricerche e l'impegno vengono premiati...

Chissà forse da chi ci sta a guardare da lassù.


LA BORRACCIA DEL TENENTE DAVID CUDDY

 


BORRACCIA DEL TENENTE DAVID CUDDY, INNUIT DELL'ALASKA ARRUOLATO NELLA FIRST SPECIAL SERVICE , RITRATTO NELLA SEGUENTE FOTO :


CADUTO SULLE SPIAGGIE DI ANZIO IN ESPLORAZIONE NOTTURNA CON UN ALTRO UFFICIALE..... SU DI UN CAMPO MINATO....

LA BORRACCIA PROVIENE DALLA STESSA ZONA DI QUELLA DI BUCHHOLZ TROVATA QUALCHE TEMPO FA... ED HA PRATICAMENTE LA STESSA STORIA... LE UNITA' DELLA FIRST SPECIAL SERVICE FORCE... IN PRIMA LINEA SULLA DEFENSA, ERANO RIMASTE SENZA ACQUA E SENZA VIVERI... E QUINDI IL RESTO DELLA TRUPPA NELLE LINEE PIU' ARRETRATE NON ESITARONO A MANDARE I LORO "AVERI" A QUELLI RIMASTI DA SOLI LASSU'....


IL CARICATORE DEL JOHNSON LMG41

 

Il johnson light machine gun 1941 era un'arma dalle caratteristiche progettuali molto peculiari, a dir poco uniche, presentava un caricatore esterno a banana monofilare da 20 colpi, ed un serbatoio interno "di emergenza" da 5 colpi.

Prodotta in poche migliaia di esemplari, fu data in dotazione alla First Special Service Force, nell'area della winterline fu largamente usata da questi; in quanto arma versatile e adatta al combattimento.

Alla fine della guerra quest'arma è praticamente sparita, divenendo uno degli oggetti piu' rari per i collezionisti...

Ma spesso le ricerche sul campo premiano, una delle solite mattine fredde del novembre scorso, durante le ricerche nell'area della Radicosa ( sede del comando della First Special Service Force nel gennaio 44 ) ecco che il metaldetector comincia a segnalare qualcosa di grosso...

Pensando alla solita scheggia o barattolo, che sempre fanno impazzire i nostri metal, iniziamo a scavare.

Ben presto ci accorgiamo che non era un barattolo... ma bensi' il famoso caricatore del Johnson, pezzo molto raro di cui conosciamo solo un altro essere in italia... e ritrovato non in buone condizioni come questo!




L' ANELLO DELLE TRUPPE MAROCCHINE


La battaglia di monte Pantano è stata una delle più dure e cruente tra quelle svolte per il superamento della Winterline.

Durante la battaglia si affrontarono da una parte i soldati della 305^ divisione di fanteria da montagna tedesca, dall'altro i soldati della 34th divisione "Red Bull" americana prima, i volontari della 2^ divisione algerina, truppe del nord africa sotto il comando dei francesi, dopo. La battaglia durò alcuni giorni, ma lasciò sul campo un numero elevato di vittime, specialmente tra le linee alleate...

Le ricerche nell'area di Pantano hanno sempre avuto un fascino particolare per i ritrovamenti effettuati e per le caratteristiche dei luoghi.

Un giorno, durante l'ennesima uscita, ci imbattiamo in un oggetto carino, personale, che dava comunque l'immagine di quanto fosse stata dura la battaglia...

Un anello, d'argento, con incise quattro cifre 1083, di fattura arabeggiante.



Ritrovato insieme ad altri oggetti che ci hanno fatto ipotizzare che il propietario l'avesse poggiato sul bordo della trincea prima dell'attacco e che l'abbia lasciato lì o per fuggire in maniera precipitosa in un posto più sicuro, o perchè sia stato colpito durante l'attacco e quindi portato via dalla prima linea...



LA BORRACCIA DEL 504TH P.I.R.


Forse non tutti sanno che nell'area della Winterline ebbero un ruolo importante i soldati del 504th Parachute Infantry Regiment americani.

Paracadutsti che però da noi non si lanciarono mai dagli aerei, ma bensì marciarono al fianco degli altri soldati di fanteria americana.

Una delle loro imprese più importanti fu quella di garantire la sicurezza sul fianco destro dell'area di San Pietro Infine, durante l'avanzata del grosso della 36th divisione " Texas " americana ( primi giorni di dicembre 1943 ), permetendo poi alla stessa di liberare San Pietro Infine nei giorni di Natale 1943.

Durante una campagna esplorativa proprio nell'area di competenza del 504th il metal ci regala un buon segnale che subito ci porta a scavare ncuriositi... ed ecco emergere una borraccia ( di per sé già un buon ritrovamento ) quello che poi ci ha reso ancora più entusiasti è stato il notare su di essa varie incisioni, che poi si sono rivelate molto interessanti...



























La borraccia presentava davanti il nome J. G. Watts con la scritta L.A. California in basso e la matricola del soldato parzialmente leggibile 1905xx14.

Sul dorso invece era riportata la scritta U.S.A. Paratroops e sotto di essa la scritta N. Africa 6/20/43

Sul collo della borraccia vi era invece la data 3/20/41.

Abbiamo capito subito che era una borraccia di uno dei membri del 504th PIR ( U.S.A. Paratroops è inequivocabile come informazione ) ma dopo alcune ricerche abbiamo scoperto che la borraccia potrebbe essere appartenuta al Capitano George J. Watts del 504th PIR... caduto in battaglia proprio da quelle parti il 12 dicembre 1943, e per questo insignito della medaglia al valore...            La borraccia di un eroe di guerra quindi !!!

TOMBOLA E CHITARRA


Tempo fa, durante alcune ricerche nell'area delle mainarde, riuscimmo ad accedere ad un rifugio rimasto praticamente chiuso dalla fine della guerra... Fu una giornata ricca di ritrovamenti, ma quello che più ci fece sorprendere furono due oggetti molto particolari...

Il primo era una borraccia tedesca modello africa, la cosiddetta " Noce di cocco " di per se gia' un bel ritrovamento, in quanto fatta di materiale plastico e relativamente più fragile e difficile da recuperare rispetto alle sue colleghe in metallo, quello però che apparve strano era il sentire il rumore di qualcosa al suo interno... Qualcosa che si rivelò, dopo averla aperta delicatamente, essere tutti e 90 i numeri della tombola!!! Fatti a mano con precisione " Germanica " e perfettamente conservati!

L'altro oggetto che uscì insieme alla borraccia, è rimasto per molto tempo tra quelli non identificati; lasciando spazio a milioni di ipotesi stravaganti e non...

Fino a quando il caso volle che a vederlo fu un appassionato di storia si, ma anche un maestro di musica, che ci illuminò sulla natura dello strano oggetto...

Altro non era che un blocca tasti da chitarra acustica! Oggetto usato per " bloccare " le corde sulla tastiera della chitarra, così da ottenere una scala di suoni diversa....

Con questa rivelazione il cerchio si chiuse... e capimmo che il rifugio da noi scoperto, altro non doveva essere se non " il bar " della prima linea, dove i soldati tedeschi per ingannare il tempo cantavano e suonavano la chitrarra, giocando a tombola e bevendo grappa...

La manifestazione più evidente di tutte di quanto a far la guerra ci fossero uomini, spesso giovani, e non macchine fredde e senza anima come spesso ci fanno credere in film di basso rango....

LA CREMA ABBRONZANTE


Scavando tra le postazioni del monte Monna Casale, dominio dei francesi durante la guerra, emerse un tubetto, conservato in maniera eccellente, che subito apparve strano alla prima lettura delle scritte su di esso. Dopo averlo accuratamente e delicatamente ripulito, il risultato ci lasciò stupiti e divertiti...

LANOSOL POUR UN BRONZAGE RAPIDE!!!!

Era il colmo! Una crema abbronzante su un campo di battaglia, dove per giunta si è combattuto in pieno inverno!!

In realtà risultò subito evidente che questa crema non era lì per essere usata come abbronzante, ma sicuramente come lenitivo per le screpolature da freddo, in quanto sicuramente ricca di sostanze idratanti ed emollienti...

Certo, confessiamo di aver sorriso all'idea di immaginare l'ufficiale francese sdraiato al sole che si abbronzava spalmandosi la LANOSOL... Ben più triste è stata invece la realtà,erano uomini posti sulle vette di monti che spesso portano la neve fino a marzo... figuriamoci in dicembre, e nel 1943 poi, quando il freddo era molto più intenso...

LA LETTERA DEL COLONNELLO ROBERT FREDERICK ALLA FAMIGLIA DEL SGT. FRANK HARVEY


Durante le prime fasi della vita associativa, l'associazione ebbe modo di entrare in contatto con un'importante gruppo di reduci e parenti di ex combattenti della First Special Service Force.

Un'importante membro di questa associazione è Mary Bhagan, donna canadese dal carattere molto  intraprendente e nipote del Sgt Frank Harvey, soldato della FSSF caduto in battaglia sui monti di Conca Casale.


Durante una delle sue visite presso il nostro museo, potemmo accompagnarla nei luoghi degli ultimi giorni di vita di suo zio Frank; tale occasione la colpì e la commosse tanto, al punto che ritenne la nostra associazione, degna di essere la custode della memoria del sacrificio di suo zio, donandoci la lettera originale, inviata alla famiglia del Sgt. Harvey, da parte del colonnello Frederick, creatore e comandante della First Special Service Force.


Tale lettera è un esemplare unico, parte integrante della nostra collezione.

LA BORRACCIA DI RAYMOND BUCHHOLZ

 

Durante una delle uscite su Monte la Defensa, teatro del battesimo di sangue della First Special Service Force, decidemmo di cambiare il solito " percorso " di ricerca, la montagna non permette molte scelte come possibilità di movimento, perchè è un continuo susseguirsi di ripidi pendii rocciosi e pareti da scalare... Nonostante tutto riuscimmo a seguire una nuova pista per raggiungere la cima, e dopo estrema fatica e difficoltà raggiungemmo un angolo nascosto tra le rocce che già ad una prima occhiata dimostrava le sue " potenzialità " nell'offrirci bei ritrovamenti...

La giornata fu molto fruttuosa, tornammo giù con molto materiale, tra cui anche due borracce ed un elmetto, e consapevoli che tutti gli oggetti non potevano essere altro che della First Special Service Force, in quanto furono gli unici a raggiungere quella cima.

Nei giorni a seguire, durante le fasi di pulizia e restauro degli oggetti, ci accorgemmo che su una delle borracce era riportato un nome : BUCHHOLZ


Cercammo subito questo nome nell'elenco degli arruolati nella Force, ed ecco che comparivano le sue genralità:

RAYMOND W. BUCHHOLZ - MTN TRIPOLI, IOWA

Facendo delle ricerche su internet ci imbattemmo in un articolo che parlava di lui, contattato immediatamente l'autore dell'articolo, scoprimmo che Ray Buchholz è ancora vivo, ha 88 anni e vive nella sua casa di campagna:

RAYMOND BUCHHOLZ
PHOTO COURTESY WATERLOO COURIER / PHOTO BY RICK CHASE

 

La storia che ci ha raccontato circa la sua borraccia lascia capire i sacrifici e le condizioni avverse cui erano soggetti i soldati della First Special Service Force...

Lui era un autista dei mezzi di soccorso che trasportava feriti dal campo di battaglia agli ospedali allestiti nelle zone sicure, in uno di questi viaggi un barelliere , che erano quelli addetti al trasporto dei feriti dalla prima linea alle retrovie dove attendevano i mezzi , ha esposto a Ray la situazione di carenza di viveri e acqua per i soldati su in prima linea. A quel punto Raymond, che come tutti gli altri aveva un forte spirito di cameratismo, non esito' a dare le proprie borracce e il proprio cibo al barelliere affinchè lo portasse in prima linea... Sicuramente queste borracce portarono conforto a chi in prima linea stava soffrendo degli stenti e probabilmente il barelliere perse le borracce durante un ennessimo attacco di artiglieria tedesco...

A tut'oggi siamo in contatto con Ray tramite l'autore dell'articolo che lo riguarda e speriamo di poterlo incontrare o averlo nostro ospite.

A PRANZO CON IL PASSATO...


Durante la pausa pranzo, tra un impegno e l'altro di ufficio, Renato ha deciso di dirigersi in un tipico ristorantino delle "parti nostre"....
Aria fresca, accoglienza fantastica, cibo ottimo e, soprattutto, a due passi dai luoghi di una battaglia tra la 34th div REDBULL americana e la 305 div di fanteria da montagna tedesca...
Dopo pranzo, un po' per muoversi, un po' per rispondere al continuo richiamo della montagna che la gente come noi ha... si è diretto lungo un sentiero che risaliva il versante...
Un occhio qui', un occhio la e le prime buche cominciano a comparire.
Senza metal già si vedeva affiorare barattolame vario, tanto che si rimproverava di non averlo portato con se... ma si sa, l'esperienza, l'occhio e il continuo aiuto dall'alto, convincono Renato a dare comunque un'occhiata più approfondita a quelle buche...
L'impegno anche stavolta è stato premiato, sotto alcuni sassi a ritrovato questa splendida gavetta americana con tanto di nome del soldato riportato su :


PAUL N WORLEY 70 RR ST CANTON.  Tradotto:  Paul N. Worley 70° Rail Road street Canton

Avviata subito la ricerca, ci risulta essere sopravvissuto alla guerra e tornato al suo paese in Georgia.
Naturalmente torneremo sul posto per ricerche piu' approfondite, e naturalmente tenteremo di metterci in contatto con il proprietario della gavetta, o con qualche discendente.
Quello che è certo è che le emozioni così non te le da' nessuno....

 

IL REDBULL CHE NON SUPERO' LA PROVA DEL FUOCO


Harold Hahn è stato meno fortunato di tanti altri, morì per ferite a vent'anni, il 2 dicembre 1943. Della Pennsylvenia, operaio in una lavanderia, è morto in Italia senza manco arrivare al suo 9 mese sotto le armi. Appartente al terzo battaglione, 168th Regiment, 34th Red Bull Division, era nato nel 1923 e fa parte delle tante perdite di quell'attacco del 3 dicembre. Pensando a cosa ho trovato vicino. Un cucchiaio, una monetina americana, barattoli aperti ancora con scritte, e persino un barattolino di marmellata ancora da aprire. Vista la grande ma piccola fatica per me di arrivare lassù senza soffrire fame, freddo e fucilate/ mortai, è ancora più evidente quello che dovettero passare quei poveracci.... Riposa ad Anzio. La famiglia non chiese di riportarlo negli USA....

RALPH H. NETT L'ESPLORATORE DELLA TERZA DIVISIONE AMERICANA



Figlio di Joe Nett di Sumner Township, nella comunità di St. Joe, Mt. Hope, Kansas.
Soldato semplice (Private) appartenente al 7th Regiment - 3rd Infantry Division "Marne"

MEMBRO DI UNA PATTUGLIA DI ESPLORATORI DELLA TERZA DIVISIONE... RIUSCI QUASI A RAGGIUNGERE LA VETTA DI MONTE LA DEFENSA... MA LA RESISTENZA TEDESCA FU TALE CHE LO FERMO' LI' SUL CAMPO QUELLA MATTINA DELL' 11 NOVEMBRE 1943... GRAZIE A UOMINI COME LUI, SUCCESSIVAMENTE LA FIRST SPECIAL SERVICE FORCE, EBBE LA POSSIBILITA' DI CONOSCERE LE POSIZIONI DEL NEMICO E QUINDI LA VIA PER LA CONQUISTA DEL MONTE......

L'ANELLO DA UFFICIALE TEDESCO



NON SAPPIAMO A CHI SIA APPARTENUTO... MA VENENDO DA CASSINO E' FACILE IPOTIZZARE CHE SIA STATO DI UN UFFICIALE PARACADUTISTA... UN PEZZO PREGIATO, IN ARGENTO CON SMALTATURA NERA... ELEGANTE E DI QUALITA' CHE SOLO UN UFFICIALE POTEVA PERMETTERSI.

IL TESORO DEL MULINO BIANCO



SOTTO SEGNALAZIONE DI UN FUNZIONARIO DEI BENI AMBIENTALI ED ARCHITETTONICI ABBIAMO SAPUTO CHE STAVANO RISTRUTTURANDO ED IN PARTE DEMOLENDO UN VECCHIO MULINO IN MONTAGNA.... E CHE IN ESSO ERANO CONSERVATE TANICHE E CASSETTE DELLA GUERRA CHE AVREMMO POTUTO RECUPERARE ALTRIMENTI SAREBBERO ANDATE BUTTATE....

CI RECAMMO SUL POSTO E ALLA FINE IL MATERIALE RECUPERATO HA SUPERATO OGNI NOSTRA ASPETTATIVA....

SIAMO RIUSCITI A RECUPERARE, OLTRE LE CASSETTE E LE TANICHE RICONOSCIUTE DA CHI CI AVEVA CONTATTATO:

- UN CAPPOTTO AMERICANO IN LANA



- DUE PORTA MASCHERE ANTIGAS TEDESCHE, MODELLO CORTO DA POLIZIA



- UNA CANNA DA MITRAGLIATRICE PESANTE CAL.50



- UNO ZAINETTO HAVERSACK AMERICANO COMPLETO



- DUE MANICI PER ASCIA AMERICANA

- UN PAIO DI GHETTE AMERICANE

- QUATTRO SCATOLE DI CARTONE ( DUE PERFETTAMENTE CONSERVATE ) PER RAZIONI ALIMENTARI

- DUE BARATTOLI ( UNO DI SUCCO D'ARANCIO E UNO DI SPAGHETTI AL POMODORO CON PLPETTE ) ANCORA CON L'ETICHETTA VEDI FOTO

TUTTI GLI OGGETTI RECUPERATI SI TROVANO GIA' ESPOSTI NEL NOSTRO MUSEO.

TUTTO MATERIALE CHE ALTRIMENTI SAREBBE ANDATO PERSO, BUTTATO COME IMMONDIZIA DA CHI EFFETTUAVA I LAVORI, MA CHE PER NOI RISULTA IMPORTANTE PER COMPLETARE IL NOSTRO ALLESTIMENTO MUSEALE, PER DARE ANCORA IN MANIERA PIU' INCISIVA, L'IDEA A CHI VIENE A VISITARE LA NOSTRA MOSTRA DI QUALI FOSSERO GLI OGGETTI E LE SITUAZIONI DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE DALLE NOSTRE PARTI...

RINGRAZIAMO QUANTI CI HANNO PERMESSO DI RECUPERARE QUESTI TESTIMONI DELLA STORIA.


 



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